Langhe, terre di vini e di bontà, e di bellezze nelle quali rilassarsi godersi il tempo, tra le colline. Proprio qui, sul crinale di una collina tra boschi rigogliosi e splendidi noccioleti con una magnifica vista sulle Alpi e le morbide colline del Barolo, a pochi minuti da Alba, il Relais Villa d’Amelia si presenta come un antico podere ottocentesco, appartenuto in passato alla famiglia Bonelli, oggi perfetto punto di partenza per scoprire un territorio magico, ricco di sapori e tradizioni.

Il luogo era conosciuto come la “Cascina Bonelli”, oggi magistralmente ristrutturata mantenendo le fattezze originali, contribuendo così a creare un’atmosfera d’altri tempi. Una chicca tra tutte: è stata mantenuta al suo interno la chiesa privata della famiglia ancora visibile dal cortile centrale. Oggi la proprietà del Relais è della famiglia piemontese Barberis che ne ha fatto un punto di riferimento dell’ospitalità della zona. Il nome del Relais è dedicato a “Madama Amelia Bonelli”, personaggio dotato di grande personalità e conosciuta per le sue fini doti di “ospite”: pare che all’entrata della Cascina non mancasse mai una grande brocca d’acqua a disposizione del ristoro di tutti coloro che entravano all’interno del cortile della Cascina. Oggi è possibile ancora ritrovare all’arrivo, in una brocca all’entrata principale della Casa, “l’acqua di Amelia”, sempre a disposizione degli ospiti: serve a perpetuare il rito, simbolo della sacralità dell’ospite.

Il Relais ha 37 camere e suite finemente arredate in stile raffinato e contemporaneo. Ogni stanza, dotata di bagni in marmo travertino, è uno spazio unico dotato di ogni comfort. Tra queste  si distinguono lper prestigio e fascino l’esclusiva Suite San Luigi, incorniciata dall’antica cappella gentilizia, e le due Suite Deluxe con vista sulle Alpi. Nel piano interrato è stato realizzato un centro benessere costituito da sauna finlandese, bagno turco, percorsi aromatici e docce emozionali, minipiscina con idromassaggio, sala relax, zona fitness e piscina esterna riscaldata utilizzata anche durante la stagione fredda, grazie a un passaggio che permette di entrarvi. Come giusto che sia per un Relais in una zona così dotata di grande gastronomia, la cucina ha un rilievo fondamentale. Da quest’anno la proprietà ha deciso di concentrare in uno solo i due ristoranti fino ad ora presenti in casa. D’ ora in poi Il ristorante ufficiale, chiamato a custodire e rappresentare la proposta gastronomica del Relais sarà il DaMà, il cui nome è dedicato ancora a lei, la donna Ospite di casa, “Madama Amelia Bonelli”.

Lo Chef del Damà è Dennis Cesco, classe 1993, braccio destro di Damiano Nigro che, dopo 15 anni, lascia spazio al suo giovane allievo, rimanendo come supervisore esterno. Dennis è nato a Pieve di Cadore in provincia di Belluno, studi in ambito culinario con esperienze fin da giovane. A sedici anni inizia a lavorare in cucina con lo Chef stellato Alberto Zago all’Hotel La Torre Padola (BL). E con lui come maestro, inizia  ad appassionarsi all’alta gastronomia facendo pratica sulle manualità e muovendo i primi passi in questo mondo. Tre anni dopo, poco più che diciottenne, Dennis entra nella cucina di Villa d’Amelia e di fatto diventa langarolo di adozione: “Lavorando con Damiano Nigro, che considero il mio maestro, ho capito il valore delle parole tenacia, tecnica e dedizione. Dopo i primi due anni al Relais, ho però sentito l’esigenza di migliorarmi ancora studiando con i maestri francesi; ho avuto l’opportunità di farlo capendo l’importanza della qualità del prodotto, delle tecniche di preparazione e del giusto equilibrio tra gli ingredienti; soprattutto, ho visto come interviene la creatività dello chef nella rivisitazione delle ricette. Questi sono ancora oggi i punti a cui mira la visione della mia cucina”.

Nelle sue esperienze francesi, Dennis Cesco ha  lavorato con grandi chef:

  • con lo chef Alain Solivérès a Le Taillevent, 2 Stelle Michelin, approfondendo le bellissime tecniche di preparazione di salse e fondi e quelle delle cotture perfette,
  • con lo chef Yannick Alléno al Pavillon Ledoyen, 3 stelle Michelin, entrando nel mondo delle fermentazioni ed estrazioni
  • con Christoph Pelé a Le Clarence Paris, 2 stelle Michelin, con il quale ha appreso a pieno il concetto di creatività, visto che nel ristorante di Pelé non si offre una carta effettiva, ma si cucinano e lavorano i prodotti reperiti al mercato ogni mattina.

La nuova proposta di Dennis Cesco al ristorante DaMà avrà come voce principale gli ingredienti del territorio e la veridicità della campagna che in Alta Langa è ancora autentica e integra, coi suoi prodotti da cercare tra pastori e piccoli allevatori. Grande attenzione sarà data alla pasta trafilata con farine locali accuratamente scelte. Le basi sono insieme la cucina italiana e quella francese, anche perché quest’ultima ha con il Piemonte moltissimi aspetti in comune. I classici piemontesi al DaMà si fanno racconti nel piatto per gli ospiti ma sono rinfrescati dallo sguardo del giovane Chef.Salse e fondi sono condizione necessaria su cui imbastire una narrazione di cucina più intima, in cui si predilige la concretezza, la cottura sul fuoco, e in cui la tecnica ferrea non svia nell’estetica fine a se stessa, ma è volta alla valorizzazione del gusto e della materia.

Come sottolinea Mauro Tezzo, Direttore del Relais, l’aspetto fondamentale è l’esperienza: “Quello che vogliamo offrire durante il soggiorno dei nostri ospiti è un vero e proprio viaggio nel territorio dell’Alta Langa con il suo carattere deciso ed i suoi colori forti. La possibilità di vivere all’interno di una costruzione tipica come la Cascina di Villa D’Amelia con il suo ambiente ottocentesco e i suoi comfort permette all’ospite di immergersi in un’atmosfera armoniosa, dove il tempo e i sensi si riprendono i loro ritmi naturali aprendosi ad esperienze intense e cariche di senso”.

E allora prendono vita le parole dello scrittore piemontese Davide Layolo che parlava di Langhe come colline mitiche nei paesaggi notturni sottola luna: “Se mi riempio il palmo della mano di questa terra, entrando nel vigneto mentre il contadino zappa, la sento palpitare calda come avesse sangue e anima…”.

Per saperne di piu @ Relais Villa D’Amelia

Articolo a cura di Nadia Toppino

Food – Wine & Hospitality Consultant

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