Il titolare del ristorante Collina di Almenno San Bartolomeo è un cuoco scrittore appassionato di filosofia. Mario Cornali, classe 1965, é capace di affrontare la professione con l’attenzione e la curiosità di un antropologo e il gusto di un artista. Tra le ultime curiosità a cui ha lavorato c’è quella della genesi di una creazione artistica, culinaria o non. Chi si è mai domandato cosa si nasconde dietro questo atto creativo? Come nasce un nuovo piatto? E, in senso più ampio e generico, come nasce un’opera d’arte?

L’opera dello chef–scrittore è proprio un viaggio alla ricerca di risposte di queste domande, magari mai pronunciate o dichiarate, ma esistenti! E infatti “Un topo da due parti, analisi dell’atto creativo” non è un libro per tutti, ma solo per per tutti quelli che amano l’interrogativo e l’affaccendarsi della mente. L’autore esplora, nelle pagine del suo scritto, ogni risvolto e ogni terreno sul quale può manifestarsi l’azione creativa, con l’intento di sensibilizzare riguardo la consapevolezza che può scaturire dalle giuste domande, più che dalle giuste risposte. Le riflessioni sull’atto creativo vengono, in questo libro, normalizzate dall’accostamento dei personaggi della caratura di Joseph Chilton Pearce, Arthur Shopenhauer, Henry Ford e Luigi Pirandello, resi grandi dalle domande che si sono posti, ad una bambina.

Ed è proprio un’artista in erba ad ispirare il libro, quale simbolo di tutti i più piccoli che hanno una carica filosofica persino più spiccata dei grandi nomi, perché sono liberi, senza condizionamenti, senza filtri, senza preconcetti e sovrastrutture. “Un topo da due parti”, il titolo del testo è ispirato dal disegno realizzato dalla nipote Ambra, oggi 17 anni, quando ne aveva 9. Attraverso il dubbio metodologico, l’autore disegna consapevolezza nuova:

  • il percepito agisce sull’idea prima o dopo la comprensione dello stesso?
  • L’idea è ontologicamente astratta, allora dove si innesta la materialità della realizzazione?
  • Come interagisce l’ingrediente, privilegio dell’arte enogastronomica, nell’atto creativo?
  • L’opera d’arte colma un vuoto o dà voce ad un troppo pieno?
  • La tradizione viene concepita come retroscena dell’innovazione, se il rapporto fosse inverso?

Come l’autore stesso ci spiega, tra un impiattamento e un pensiero: “Il testo è un viaggio alla ricerca di spiegazioni su come nasca un’opera d’arte dall’apprezzamento che è il risultato sia di elementi oggettivi, sia della percezione personale. C’è chi preferisce Caravaggio e chi Fontana, lo stesso principio vale in cucina. Anche se il libro non è riferito in modo diretto ai fornelli, un piatto ha una forte matrice artistica polisensoriale che combina il gusto, il tatto, la sensazione termica, i ricordi”.

Per agevolare la lettura e la comprensione, l’autore intervalla pagine di riflessioni a novelle evocative, che danno al lettore una presa più sicura sulla criticità del problema:

  • cosa c’entrerà il volo del pipistrelloe la tela del ragno con la consistenza dell’idea e dell’atto creativo?
  • I grani di pepe sulle pesche?
  • E una panchina riscaldante?
  • Le tre morti dell’inventore del cotechino?
  • … Cornali descrive inoltre il preingrediente che riguarda le scelte che hanno reso peculiare un elemento nei vari passaggi, con un esempio esplicativo del lampone che si meescola con la filosofia per dare vita all’Albenzola, suo dolce tipico. Dal tessuto delle novelle trovano propulsione le opere di Cesare Rota Nodari, classe 1935, architetto noto nel panorama bergamasco per la realizzazione di edifici pubblici e privati, anche come designer e ideatore di presepi. Sue le immagini che accompagnano il libro, creando un dialogo di metodo. L’architetto con le immagini e lo chef con le parole, hanno fatto di questo loro particolare sguardo, applicato in ambiti diversi, un metodo con cui approcciarsi alla quotidianità e ottenere in cambio forme e sapori, spesso impensati, con cui colorare la vita.

Questa unione di filosofia, arte e cucina rappresenta in pieno la figura e il pensiero di Mario Cornali, uno chef che ha da sempre inneggiato alla filosofia in cucina piuttosto che una filosofia di cucina, e che da sempre considera cucinare una forma d’arte: “Cucinare per trasmettere emozione, un’arte vera e propria”. I libri sono disponibili: online su tutti i siti del settore (IBS, Amazon), al Ristorante Collina (Almenno San Bartolomeo) e direttamente presso la pagina dedicata dell’editore Mediavalue.

Articolo a cura di Nadia Toppino

Food-Wine & Hospitality Consultant

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